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mercoledì 5 settembre 2007

Rama V.

Rama V o Re Chulalongkorn (20/09/1853-23/10/1910).
Re Chulalongkorn o Rama V e' conosciuto anche come Phra Chula Chomklao Chaoyuhua nacque in Bangkok, il 20 settembre 1853, mori' il 23 ottobre 1910, all'eta' di 57 anni. Regno' dal 1 ottobre 1868 alla data della sua morte.. Era figlio di Re Mongkut e della regina Debsirindra. Si sposo' quattro volte, con la regina Saovabha Bhongsi, con la regina Savang Vadhana, con la regina Sunandha Kamariratana, regina Sukumaimarsri. Da queste quattro regine e da varie concubine ebbe 77 fra figli e figlie, 33 maschi e 44 femmine.
Tutti i figli che re Mongkut aveva avuto prima di farsi monaco erano morti, il Phra Pin Klao, il vicere', aveva seguito la stessa sorte e Rama IV cominciava ad essere avanti con gli anni. Tutto questo apriva il problema della successione al trono. Chulalongkorn era il figlio piu' anziano che Rama IV aveva avuto da una regina ed era stato preparato dal padre a succedergli quando sarebbe venuto il momento. Aveva avuto per questo un'educazione thai e occidentale allo stesso tempo. Fu per la sua educazione che Mongkut assunse Anna Leonowens e nello stesso tempo lui stesso, che nei lunghi anni vissuti come monaco si era interessato e aveva studiato la cultura del mondo occidentale, si interesso' dell'educazione del figlio.
Quando re Mongkut mori' il primo ottobre 1868 senza designare un successore aveva comunque preparato la successione del figlio al trono. Aveva praticamente affidato il figlio quindicenne alle cure di Chaopraya Suriyawongse che avrebbe servito come reggente fino a che il giovane non avesse avuto 20 anni.Quando dopo la morte di Rama IV si riuni' il Consiglio di Accesso al trono, Suriyawongse propose la successione di Chulalongkorn, questi fu scelto con decisione unanime per succedere al padre e Suriyawongse divenne reggente come previsto.
Il reggente si preoccupo' prima di tutto di rafforzare la sua posizione ponento propri figli e parenti nei punti chiave della gestione del regno. Uno fu eletto ministro del Kalahom, un'altro divenne Phrakhlang, Ministro del Tesoro, un suo nipote fu eletto Ministro della Terra e, fatto senza precedenti, in quanto questa decisione era di assoluta competenza del re, elesse il nuovo Phra Pin Klao, il secondo re nella persona del principe Wichaichan. Suriyawongse detenne quindi il potere reale. C'e' da dire che si comporto' molto bene, si interesso' dell'educazione del futuro re e gli permise di viaggiare in Giava, Malesia, Birmania e India in modo da poter studiare amministrazione, politica, stile di vita e colonialismo.
Tornato in patria il re si dedico' a riformare il suo paese, uno sforzo monumentale che doveva portare la Thailandia nel mondo moderno.
A quel tempo non vi erano vie di comunicazione, carri con buoi ed elefanti erano i mezzi di trasporto e il governo del paese era suddiviso e amministrato in 20 piccoli regni regionali con a capo governatori leali solo verso se stessi. Le tasse erano raccolte da cittadini ordinari molti dei quali erano ladri, legge e ordine erano basati sulla legge dell'ordalia, il partito piu' forte veniva dichiarato vincitore.
Tornato a casa re Chulalongkorn riorganizzo' il governo designando 12 ministri, tutti suoi figli o membri leali della nobilta', questo gli permise di centralizzare la gestione del paese. Fu dal 1973 in occasione della sua seconda incoronazione avvenuta il 16 novembre di quell'anno che il suo proposito divenne chiaro. Emano' tutta una serie di decreti reali che un po' per volta avrebbero portato all'abolizione della schiavitu' e al riscatto delle persone che si vendevano per debiti. Costitui' un Consiglio Privato e un Consiglio di Stato con poteri consultivi, investigativi e legislativi e nei posti chiave mise giovani uomini con idee moderne. Annuncio' l'abolizione del costume della prostazione di fronte al re. In tutte queste riforme il re segui' la sua idea di mantenere la Thailandia entro i piu' alti ideli di moralita' buddhista ma allo stesso tempo di corrispondere allo aspettative di uno standard di vita occidentale.
L'incidente che doveva interrompere tutto questo avvenne negli ultimi mesi del 1874 e fu l'attacco che uno dei componenti del Consiglio Privato comincio' a portare al principe Wichaichan, chiedendo che il diritto del re di scegliere il proprio erede fosse restaurato. Questo porto' quasi a una guerra civile con truppe del secondo re che arrivarono vicino a insediarsi a palazzo reale. Chulalongkorn si accorse allora che il Phra Pin Klao aveva piu' sostenitori di lui nella nobilta' di Bangkok, che era stata offesa dalle riforme radicali del re. Alla fine Wichaichan non ebbe altra alternativa che venire a un accordo, accettare una limitazione dei suoi poteri e tornare al suo palazzo. D'altra parte Chulalongkorn capi' che la crisi era arrivata vicina a costargli il trono e se i poteri occidentali fossero intervenuti, cosa che fortunatamente non successe, la sovranita' della nazione. Il prezzo da pagare per risolvere la crisi fu l'abbandono di molte delle riforme dei mesi precedenti. Chulalongkorn capi' che doveva lavorare lentamente per costruirsi il sostegno e le forze necessarie a rendere le sue riforme possibili.
Il re dovette apettare fino ai primi anni del 1880, quando gli ufficiali governativi eletti nel periodo di reggenza cominciarono a ritirarsi o a morire e gli fu possibile sostituirli con altre persone fidate. Inoltre nel 1883 ci fu la morte di Suriyawongse e nel 1886 quella del principe Wichaichan . Finche' i ministri statali non furono scelti da lui ma dovevano la loro posizione ad altre persone c'era poco che il re potesse fare, al massimo poteva consigliare le politiche da seguire. Ma col ritiro di tutta la classe politica costruita da Suriyawongse e Wichaichan e la burocrazia lasciata senza guida dei loro patroni, Chulongkorn pote' efficamente trasferire il potere reale nelle sue mani. Cosi' in questo periodo il principale lavoro del re e dei suoi fedeli fu l'estensione del controllo su dipartimenti e ministeri. Allo scopo di modernizzare il Siam Chulalongkorn doveva controllare le leve del governo.
Era quello anche il periodo dei poteri coloniali e nel tentativo di fare della Thailandia uno stato cuscinetto fra Francia e Gran Bretagna ci furono naturalmente incidenti
Nel 1893 la Francia mando' tre colonne militari ad occupare tutti i territori ad est del Mekong, la Thailandia naturalmente protesto' ma non fu ascoltata. Poco dopo la Francia occupo' l'isola di Samut e apri' il fuoco contro una nave da guerra thailandese all'ancora. Subito dopo i francesi dichiararono che in base al trattato del 1856 avevano il diritto di mandare navi da guerra a Bangkok, cosi' due navi furono fatte arrivare nella citta' e ancorarono di fronte all'ambasciata francese. Cosi' con questo dispiegamento di forze e sapendo bene che la Thailandia non era in grado di resistere la Francia lancio' il suo ultimatum: tutto il territorio sulla riva est del Mekong doveva appartenere alla Francia e questo doveva accedere nel giro di 48 ore. Come il governo Thailandese provo' a modificare questi duri termini la Francia dichiaro' il blocco del Golfo di Thailandia. Durante il periodo di crisi la Thailandia non ebbe nessun aiuto dall'Inghilterra, il Ministero degli Esteri Inglese diede istruzioni all'ambasciata in Bangkok di far ben capire al governo thai che non ci sarebbe mosso ed anzi raccomando' di accettare le condizioni francesi. Vedendo che dagli inglesi non poteva venir niente di buono Chulalongkorn accetto' l'ultimatum, il 29 luglio 1893. La Francia tuttavia dichiaro' che poiche' l'ultimatum non era stato accettato prontamente la Thailandia doveva pagare un'ulteriore penalita' e chiese la creazione di una zona neutrale di 25 km sulla riva destra del Mekong, l'occupazione di Chantaboon come garanzia e il divieto di porre forze e installazioni militari in Sienrap e Battamlang. Di nuovo l'Inghilterra ebbe lo stesso comportamento precedente.. Una volta che la Thailandia ebbe accettato sembro' che la storia non dovesse mai aver fine era pronto un terzo ultimatum. Questa volta l'inghilterra si oppose. Il governo thai accetto' il secondo ultimatum e il 9 agosto cesso' il blocco del Golfo di Thailandia.
Secondo gli accordi stupulati con le potenze straniere, in Thailandia, i non thailandesi dovevano essere registrati e fino qui andava tutto bene, dove cominciavano i guai era che secondo l'accordo firmato nel regno di re Mongkut con l'ambasciatore Mantigny e con i rappresentanti di altre nazioni le persone registrate godevano del diritto di extraterritorialita', questo voleva dire che i francesi potevano designare dei consoli che dovevano proteggere i diritti dei loro concittadini, per i crimini commessi dai cittadini francesi questi dovevano essere giudicati da una corte formato da un console francese e in base alle leggi francesi. I cittadini di quelle nazioni che avevano firmati simili accordi non potevano essere arrestati, detenuti, molestati o tassati dalle autorita' thailandesi. Era loro permesso andare dove volevano a scopo di commercio e e potevano condurre affari con chiunque. La differenza fra la situazione di quando furono stipulati questi accordi, nel 1856, e la situazione del regno di e Chulalongkorn era che nel primo periodo c'erano pochi francesi mentre nel secondo la Francia era diventata una potenza coloniale che controllava l'Assam, parte della Cina, la Cambogia. I cambogiani che erano sudditi francesi furono i primi di altra nazionalita' a godere di questa situazione, come sudditi francesi venivano registrati dai consoli e godevano del diritto di extraterritorialita'. Si veniva cosi' a creare una situazione per cui era preferibile essere cambogiani e non thai in Thailandia, in quanto questi godevano di diritti e privilegi superiori a quelli dei thai. Il console francese non era riluttante a registrare qualsiasi persona e si arrivo' nel tempo al punto che i francesi tentarono di estendere il loro potere all'interno della Thailandia registrando anche tutti i cinesi, non solo quelli delle loro colonie, asserendo che la Cina era una nazione amica e non aveva rappresentanze in Thailandia. Per capire occorre pensare che in quel periodo su una popolazione di qualche milione di persone i cinesi erano circa 1.300.000. Come se cio' non bastasse ci fu persino chi pretese che lo stesso principio fosse applicato applicato ai giapponesi. Per fortuna il Giappone apri' una propria ambasciata in Thailandia. Gli inglesi avevano timore di questo comportamento dei francesi e arrivarono a pensare che se non fossero intervenuti avrebbero perso tutti i commerci all'interno del paese, giunsero quindi a un accordo che garantiva che nessuna delle due nazioni avrebbe saccheggiato la Thailandia ricorrendo a mezzi militari.
La Francia, continuo' a ovviare a tutto questo arricchendo la sua lista di nazionalita' in modo da coprire la maggior parte dei sudditi thailandesi. Naturalmente ci fossero molte proteste da parte thai ma la prassi continuo', tanto che il punto di vista del console inglese fu che se il sistema fosse durato l'intera Thailandia sarebbe diventata giurisdizione francese dato che si poteva facilmente pensare che lo stesso re era in parte di discendenza cambogiana.
Nel 1897 re Chulalongkorn si reco' in Europa dove visito' la Francia ed ebbe incontri diretti coi poteri centrali. Si arrivo' all'accordo che il governo thailandese avrebbe mandato un ambasciatore a Parigi per discutere i problemi. Il governo francese era allora controllato dall'aggressiva e espansionistica politica del partito coloniale che non avrebbe dato niente senza ulteriori concessioni di territorio.
Una prima proposta del Ministro Francese degli Affari Esteri non fu ratificata dal parlamento dove il partito coloniale accuso' il ministro di essere debole e di arrendersi alle richieste thai. Nuove trattative non portarono a una ratifica e la Thailandia dovette mettere sul piatto Trat per ottenere qualcosa. La Thailandia otteneva lo sgombro da parte francese di Chantaboon e del distretto di Kentao. I francesi comunque non rimasero calmi a lungo, si accorsero ben presto che la popolazione di Trat non aveva niente a che fare con la Cambogia, quando essi provarono a imporre lingua, leggi e costumi cambogiani nel territorio dovettero accorgersi che Trat era completamente thai e non si lasciava assimilare.
A causa di questo i francesi pensarono di scambiare Trat con le provincie cambogiane di Siemrap e Battambang. Queste erano provincie ricche, Battambang produceva molto riso e controllava la l'economia della pesca nel Grande Lago. L'area delle provincie era 30.000 kmq e la popolazione 300.000 persone. L'area di Trat e Damsai combinate insieme erano solo 4.000 kmq e avevano una popolazione di 30.000 persone. Questo scambio era ovviamente troppo da chiedere alla Thailandia e la Francia doveva concedere ancora qualcosa per fare in modo che il tutto fosse giustificabile. La Francia penso' allora alla restrizione dei diritti di extraterritorialita' dato che appariva evidente che il numero di francesi che risiedevano in Thailandia sarebbe diminuito nel tempo e d'altra parte per accordi precedenti i nipoti dei francesi sarebbero diventati sudditi thai. La Francia alla fine non aveva niente da perdere e guadagnava tre provincie reclamate dal partito coloniale fin dal 1867. Si era pero' aperta una strada per cui il diritto di territorialita' poteva nel empo arrivare a una fine.
Riepilogando, alla fine la Thailandia aveva ceduto diversi territori come segue, alla Francia:
- Sibsong Chuthai e Huapan Tanghok nel 1886-87.
- Tutti i territori sulla riva sinistra del Mekong (Laos) e tutte le isole in mezzo al fiume nel 1893.
- Paklai opposta a Luang Prabang e Bassac (Champasak) nel 1904.
- Battambong, Srisophon e Siemrap nel 1907.
Alla Gran Bretagna:
- il Kedah nel 1785-1800.
- Perlis, Kenlantan e Trengganu nel 1909.
Anche le concezioni a questa nazione furono fotte in parte per portare a una fine il diritto di extraterritorialita'
Alla fine per mantenere la sua indipendenza la Thailandia aveva ceduto circa 456.000 kmq di territorio, circa la meta' dell'area che era sotto la sovranita' di Bangkok alla fine del terzo regno. Ma i territori non furono la sola sola parte del pesante prezzo pagato dal regno per mantenere la sua indipendenza. Guardando la parte economica bisogna contare le minori entrate riscosse per la diminuzione delle tasse sulle importazioni ed esportazioni e sulle terre, i costi aggiunti di costruzione della ferrovia fra il 1892 e il 1906 che furono finanziati con spese correnti invece che con soldi presi a prestito in modo evitare il pericolo politico di prestiti esteri, il costo di concessioni con alto profitto economico date a influienti europei in modo da guadagnarne le simpatie,il costo di strutture publiche per europei residenti in Bangkok e soprattutto le pesanti spese per la modernizzazione dell'esercito e della marina, soldi che sarebbero stati meglio spesi in campo sociale, come per l'irrigazione.
Questi accordi con la Francia e l'Inghilterra furono comunque possibili perche' entrmbi questi poteri si convinsero della stabilita' del governo thailandese e della sua capacita' di assicurare una certa sicurezza nel proteggere i diritti accordati dai trattati ai poteri europei, cio' fu possobile grazie al successo delle riforme iniziate negli anni ottanta di quel secolo.
Chulalongkorn ebbe timore come tutti in quel periodo delle contraddizioni che potevano esistere nell'adottare la cultura occiderntale nella sua nazione. Egli sapeva cio' che in base al concetto europeo era moderno e cio' che di questa concezione il suo paese poteva adottare, sapeva dove si poteva arrivare a un compromesso e quello che occorreva lasciare non fatto.
Il re fece la prima visita in Europa nel 1897, una seconda fu nel 1907, durante questo viaggio pote' rendersi conto con i suoi occhi di cio' che voleva dire moderno, vide il concetto accompagnato dal persistere delle tradizioni e dei costumi locali, vide le stravaganze e le iniquita' che lo accompagnavano, si rese conto e si convinse che non esisteva conflitto fra l'acquisizione delle moderne scienze europee e il mantenimento dell'individualita' e dell'indipendenza della Thailandia, della sua caratteristica di essere paese asiatico. Capi' che le cose dovevano essere fatte nel suo paese in modo differente ma dovevano essere fatte.
Chulalongkorn mori' il 24 ottobre 1910 e magari alla sua morte non aveva creato una Thailandia moderna ma sicuramente aveva fatto della sua terra una nazione sulla strada della modernizzazione e aveva creato struture statali che possedevano una dimensione propria e un orientamento verso i cambiamenti.
Fra le varie riforme, fra i vari traguardi che fece raggiungere al paese si possono ricordare:
Riusci' a mantenere la sovranita' e l'indipendenza della Thailandia al contrario di quanto avvenne negli altri paesi asiatici che capitolarono al colonialismo.
La costruzione di uno stato moderno sullo stesso stile di quelli europei. Nel 1871 i soldati della Guardia Reale erano l'unita' piu' numerosa ed erano equipaggiati con le armi piu' moderne. Agli ufficiali governativi era richiesto di vestire in alta uniforme e di sedere alla presenza del re. Introdusse il sistema militare obligatorio.
Introdusse nuove mode nel vestire sia per uomini che per le donne. Gli uomini dovevano portare i capelli in stile occidentale mentre le donne cominciarono a portarli lunghi.
Modernizzo' la forma del suo governo istituendo un sistema di gabinetto e il sistema di amministrazione provinciale semi feudale fu sostituito da un sistema moderno con pronvincie (changwat) e distretti (amphoe) come quello che e' ancora in uso oggi. Durante i 42 anni del suo governo stabili' con successo un tipo di governo basato sul sistema occidentale che spiano' la strada alla presente democrazia.
Riformo' le leggi realizzando un appropriato sistema giudiziario.
Dichiaro' l'amnistia per per i prigionieri politici, pose fine alla courve', il lavoro obligatorio per lo stato, e aboli' gradualmente la schiavitu'. Questa abolizione non e' stata mai pienamente capita ma uno dei suoi scopi princiupali era quello di indebolire il potere della potente famiglia Bunnag, una famiglia nobile che controllava strettamente la famiglia Chakri a quel tempo. In piu' aveva lo scopo di indebolire i governatori regionali e di centralizzare l'amministrazione del paese.
Fu cambiato il calendario lunare sostituito con quello occidentale.
Seppe utilizzare i consiglieri stranieri, il belga Gustave Rolin-Jaequemyns lo aiuto' a mantenere il paese indipendente dalle potenze coloniali e nel 1896 il diplomatico inglese Alfred Mitchell-Innes divenne consigliere economico e e introdusse il baht e il moderno sistema di banconote. Rese le tasse direttamente pagali al governo togliendo di mezzo corrotti intermediari.
Assunse ingegneri danesi per costruire un sistema tranviario elettrico, cio' 10 anni prima che fosse completato quello di Copenaghen. Incoraggio' l'importazione di automobili e queste cominciarono ad apparire in Bangkok circa nello stesso periodo in cui apparvero in America.
Nei suoi viaggi in Europa fu affascinato dalla grandezza di Pall Mall e dei Champes Elysee e ordino' la costruzione di un vasto viale che dal Grand Palace portasse ad est.
Grandi sezioni delle crenellate mura della citta' furono abbattute per costruire strade carrozzabili che attraversavano i canali per mezzo di ponti, molti dei quali erano in marmo. Uni' il resto del paese con un network di strade e linee ferroviarie.
La prima ferrovia fu aperta nel suo regno, nel 1896, collegava Bangkok ad Ayutthaya. i lavori di costruzione furono affidati principalmente a ditte tedesche, non avendo questa nazione interessi coloniali in Asia.
Istitui' il primo ospedale thailandese basato sulla pratica medica occidentale, la prima scuola per dottori e il primo sistema di educazione nazionale. Mando' i suoi figli ed altri nobili ad essere educati all'estero.
Il re dichiaro' anche la liberta' religiosa e permise sia la pratica del Cristianesimo che dell'Islamismo in un paese che pero' rimaneva profondamente buddhista.
Il re cambio' la faccia di Bangkok e l'espansione fu indirizzata verso est. Nell'area del Dusit fece costruire Vimanmek Mansion, la piu' grande casa al mondo in legno di teak e il primo palazzo in Bangkok ad essere fornito di corrente elettrica, costrui' strade per unire questo al Grand Palace. All'interno del Grand Palace costrui' il Chakri Maha Prasat. Altre nobili famiglie costruirono nell'area.La corrente elettrica arrivo' al Grand Palace nel 1884 e in quasi tutta Bangkok nel 1887.
Il re costrui' due templi Wat Ratchabophit e molto tempo dopo Wat Benchamabophit. Sebbene sia il primo tempio che identifica il suo regno le sue ceneri sono conservate alla base della principale statua di Buddha che si trova in Wat Benchamabophit.
Importanti furono i rapporti di Chulalongkorn con artisti italiani. Durante il suo viaggio in Europa Rama V conobbe alcuni pittori che realizzarono anche suoi ritratti. Piu' tardi invito' diversi artisti italiani a Bangkok. Cesare Ferro, pittore italiano nato a Torino nel 1880 e morto nel 1934 conobbe il re Chulalongkorn durante un suo soggiorno a Torino, fu invitato da questi in Thailandia e fu il primo degli italiani a diventare pittore di corte nel 1907. Realizzo' alcuni ritratti del re e i dipinti murali nella sala del trono Amphomsathan. In seguito tornato in Italia divenne direttore e presidente dell'Accademia Albertina di Belle Arti.
Il principe Naris, fratellastro del re, che voleva trattare soggetti di ispiazione siamese con tecniche occidentali lavoro' in stretta collaborazione con un gruppo di pittori che comprendevano Carlo Rigoli a progetti come Wat Rajathiwat e al palazzo privato di Boromphiman, nella sede del Dipartimento per lo Sviluppo e l'efficenza delle Energie Alternative dipinse scene da Mekhala e Ramasura e dal Ramakian. Altri lavori dell'artista comprendono gli affreschi nella sala delle ordinazioni di Wat Rachathiwat:
Gli artisti italiani insegnarono cosi' le loro tecniche ai pittori thailandesi modificando il contesto artistico locale.
Anche la sala del trono Ananda Samakhom la cui costruzione inizio' nel 1907 fu posta sotto la direzione di architetti e ingegneri italiani tra cui Annibale Rigotti, Carlo Allegri, Emilio Giovanni Gallo e Mario Tamagno e termino' cinque anni dopo la morte del re.
Galileo Chini del quale il re aveva avuto modo di ammirare l'opera alla biennale di Venezia fu invitato in Thailandia da Chulongkorn. L'architetto Ercole Manfredi ebbe importanti incarichi nella costruzione di Wat Benchamabophit.
Molto probabilmente che l'Italia era priva di appetiti colonialistici unita alla passione e ammirazione per l'arte italiana che aveva ammirato nel corso di visite nel nostro paese nel 1897 e nel 1907 spinsero re Chulalongkorn a invitare questi artisti.
Il professor Paolo Pizzardi della Societa' Dante Alighieri di Bangkok, autore nel 1966 del libro "Italiani alla corte di Bangkok", organizza interessanti e dettagliati tours che hanno come scopo la visita ad opere di artisti italiani che hanno lavorato in Siam, dato che l'e-mail per richiedere informazioni si trova tranquillamente su internet ("The Nation Multimedia") penso di non far niente di male riportandola qui: dantebangkok@hotmail.com.
In Thailandia c'e' un vero e proprio culto dello spirito di re Chulalongkorn, molte persone pensano che pregarlo, venerarlo posso aiutare a chiedergli grazie, cosi' la sua immagine si trova in varie case assieme a quella dell'amato re Rama IX. In una nazione che ormai si puo' tanquillamente definire moderna ecco cosa scrive il 3 ottobre 2006 Nation Multimedia."Il leader del Concilio per la Sicurezza Nazionale Generale Sonthi Boonyarat e altri membri dello stesso hanno celebrato ieri una cerimonia di fronte alla statua di re Rama V chiedendogli scusa per il colpo di stato del 19 Settembre.Leggendo una dichiarazione durante la cerimonia che si e' tenuta all'interno dell'area del quartier generale dell'esercito, Sonthi ha dichiarato piu' volte che lui e gli altri leaders protagonisti del golpe non hanno nessuna intenzione di acquisire potere per se stessi.Sonthi chiede scusa al monarca, che fondo' la Chula-chomklao Royal Military Academy, da cui il generale e' stato graduto, se il golpe lo ha irritato e chiede la protezione del defunto monarca".

Approfondimenti su Rama V.
Rama V in italiano:
Su Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Chulalongkorn

Pira Sudham
http://singa.altervista.org/pirasudham/mongkut.htm

Rama V in inglese:
Sunsite
http://sunsite.au.ac.th/ramav/ffimp.html

Wikipedia in inglese:
http://en.wikipedia.org/wiki/Chulalongkorn

Thailand Life:
http://www.thailandlife.com/king_chulalongkorn.htm

Soravij:
http://www.soravij.com/rama5.html

The Nation:
http://nationmultimedia.com/2005/10/23/national/index.php?news=national_18950405.html

Sri Praj.

Sri Praj (1653? - 1683 o 1688?).
In accordo con le cronache storiche la corte di Ayutthaya divenne nel periodo di re Narai il Grande (R. 1656-1688)il centro di convegno di poeti che qui componevano i loro lavori. Re Narai scrisse anche un lavoro poetico sulla storia della letteratura thai ed era felice di leggere i lavori letterari prodotti dai poeti della sua corte come Phra Maharajkru, Phra Horuthibodi e Sri Praj.
Si presume che il poeta sia nato nel 1653 o tre anni prima che re Narai ascendesse al trono. Sri Praj non fu il suo vero nome ma un titolo reale che gli fu dato dal re. Il vero nome non e' menzionato in nessuna cronaca. Fu figlio di Phra Horathibodi che scrisse il primo libro per lo studio della lingua thai intitolato Chindamani. Il libro fu scritto per ordine reale allo scopo di controbilanciare l'influenza culturale francese.
Sotto l'influenza dell'abilita' poetica del padre Sri Praj mostro' fin da fanciullo le doti necessarie per seguire le orme del genitore. Una notte il re compose un bellissimo poema ma non pote' completarlo perche fu interrotto da un lavoro urgente. Diede cosi' istruzioni a Phra Horathibodi di finire le rimanenti due linee e di andare da lui il giorno dopo.
Phra Horathibodi fece del suo meglio per completare il bel poema, ma ogni volta che si mettava all'opera non gli veniva l'idea giusta, cosi' alla fine lascio' perdere e ando' a far colazione. Quando torno' al lavoro vide che le due righe che mancavano erano gia' state scritte. Ne fu sorpreso, le linee che chiudevano il poema erano bellissime, cosi' cerco' informazioni su chi avesse fatto quel lavoro.
La verita' era che suo figlio Sri Praj aveva degnamente completato il capolavoro, il padre ne ammiro' l'intelligenza e penso' che questi avrebbe avuto un brillante futuro. Quando Phra Horathibodi consegno' il poema il re ne rimase entusiasta, ma capi' subito che era molto difficile che le due linee potessero esser state scritte da un uomo anziano come Phra Horathibodi, cosi' chiese la verita'. Appena conosciuto il vero il re penso' che il giovane figlio di Phra Horathibodi doveva avere una storia segreta con le dame della corte interna per essere arrivato vicino al poema. Chiese a Phra Horathibodi l'eta' del ragazzo e rimase molto sorpreso quando seppe che questi aveva solo nove anni. Il re si interesso' dell'istruzione di Sri Praj e in seguito diede al giovane un lavoro a corte.
Sebbene Phra Horathibodi fosse molto orgoglioso del brillante futuro del figlio era preoccupato che in futuro Sri Praj potesse causare problemi al re o a gli altri ufficiali anziani dato che il figlio poteva diventare troppo orgoglioso della sua intelligenza e diventare un uomo arrogante. Una volta che Sri Praj commise un grave errore, il padre prego' il re di perdonarlo e di commutare la pena di morte in un semplice biasimo. Il re acconsenti' alla richiesta e comincio' a trattare Sri Praj come proprio figlio. Dopo che il poeta presto servizio a palazzo per qualche tempo il re gli diede il titolo di Sri Praj come ricompensa per i suoi eccellenti contributi poetici.
Entro poco tempo la reputazione di Sri Praj divenne cosi' grande che si diffuse per tutto il paese. Essendo un bel giovane e un uomo brillante il poeta non poteva stare lontano da storie d'amore. Nella corte interna c'erano molte donne che servivano la famiglia reale e alcune di queste erano attratte da Sri Praj. Avendo la fiducia e la benevolenza del re il poeta poteva entrare a palazzo ogni volta che voleva, ebbe cosi' la possibilita' di vedere la sovrintendente le concubine del re, una donna chiamata Tao Srichulalak.
Tao Srichulalak era una bellissima donna, molto amata dal re. Sri Praj l'adocchio' e sebbene sapesse che la pena per chi avesse qualsiasi relazione con una qualunque delle concubine del re era la morte compose un poema per lei senza sapere la donna aveva una relazione segreta con il fratello piu' giovane del re. Piu' tardi Tao Srichulalak rimase in stato interessante. Il re si arrabbio' con lei e ordino' che fosse condannata a morte come esigeva la legge di palazzo.
Sebbene Sri Praj non avesse avuto nessun rapporto con lei, egli aveva mostrato un modo a di fare poco scorretto verso la concubina reale avendo scritto un poema corteggiandola. Il suo modo di fare violava la legge palatina che impediva tali violazioni e condannava a morte il colpevole. Sri Praj non subi' questa condanna per la promessa che il re aveva promesso al padre del giovane, non pote' pero fuggire una punizione piu' leggera. Fu bandito da Ayutthaya e esiliato nella citta' di Nakhon si Thammarat, dove il suo genio poetico fu molto apprezzato dato che anche il governatore della citta' si dilettava di poesia e fu in grado di apprezzare l'intelligenza del giovane poeta. Sfortunatamente Sri Praj ricambio' le gentilezze di questi con una storia d'amore vissuta con una moglie minore del governatore. Questi che era una persona molto gelosa ordino' che Sri Praj fosse condannato a morte. Le proteste del poeta per una pena cosi' grave, non furono ascoltate dal governatore. Prima di morire Sri Praj chiese il permesso di scrivere un ultimo poema in cui fra l'altro diceva:
Possa la terra essermi testimone.
Sono uno di quelli che hanno avuto una lezione.
Se ho commesso un grave sbaglio e tu ordini la mia esecuzione, acconsento.
Ma non ho commesso un grave errore, cosi' tu mi uccidi.
Anche tu meriti di morire ucciso dalla stessa spada.
Al tempo dell'esecuzione Sri Praj aveva circa 30 o 35 anni. La notizia dell'esecuzione fu data al re che nel frattempo aveva chiesto il ritorno di Sri Praj a corte, avendo bisogno dei suoi servizi. Il re si arrabbio' moltissimo col governatore che aveva agito senza chiedere la sua autorizzazione. Il re stesso aveva sempre rispettato tanto il poeta che mai gli aveva inflitto la pena capitale.
Quando il re seppe dell'ultimo poema di Sri Praj ordino' che il governatore fosse condannato a morte e punito con la stessa spada come aveva chiesto Sri Praj prima della sua morte.
In Nakhon Si Thammarat c'e' lo stagno Sa Lang Dap. In base alla storia questo e' lo stagno dove il boia lavo' la spada dopo aver ucciso Sri Praj. Lo stagno si trova dietro la Stree Kalyani Si Thammarat School.
"Perche' fanciulla, cio' che porti dovrebbe scomparire?
Perche', con le tue stesse mani, coprire i tuoi bei fiori?
A vederle cosi', celarti il petto, si piange per la brama:
Continua a sorridere, lasciami ammirare i tuoi seni!
Non alzare cosi' le belle ciglia, mi rattristi:
Sembri una cacciatrice appostata a far preda.
Devi scoccare la freccia? Colpiscimi il cuore, o amata:
Soffriro' assai meno che a vederti evitarmi.
Mi dici che il mare e' un rivo? Ti credo:
Mi dici che la piana e' un monte? D'accordo.
Che queste cozze sono coralli? Hai ragione.
Questo granchio e' conchiglia, banana un cetriolo? Ti seguo.
Oh! Oh! ma dimmi piccola, che cos'e' dunque?
Mio fiore di loto, c'e' forse la qualcosa di straordinario?
Sono noci di cocco o zucche che nascondi cosi'?
Esito... Sono i tuoi seni sodi che germogliano sul tuo petto?

Sri Praj - Quartine improvvisate.

Rama IV.

Rama IV o Phra Mongkut Klao Chaoyuhua (18/10/1804 – 01/10/1868).
Re Monguk nacque il 18 ottobre 1804, figlio di Rama II e della regina Srisuriyendra, figlia di una sorella di Rama I. Mori’ il primo ottobre 1868, all’eta’ di 63 anni. Regno’ dal 2 aprile 1851 alla data della sua morte. Si sposo’ due volte prima con la regina Somanas Vadhanavadi poi con la regina Debsirindra. Da queste e da 36 concubine o mogli minori, come le chiamano i thai, ebbe 82 fra figli e figlie.
Questo re e’ anche conosciuto come re Vajiaravudh, al momento di ascendere al trono prese il nome Phra Mongkut Klao Chaoyuhua.
Fino ai nove anni visse in un antico palazzo nella zona di Thonburi. Gli fu data l’educazione tradizionale che si deve a un giovane che deve crescere per diventare sovrano. I suoi studi compresero letteratura e poesia, gli fu insegnata storia e l’antica arte della guerra, imparo’ i precetti buddhisti. Alla tenera eta’ di 12 anni fu assegnato dal padre ad occuparsi delle forze armate. A 14, come ogni cittadino thai maschio, fu ordinato monaco novizio a Wat Mahathat. Uscito rientro’ nel monacato all’eta’ di 20 anni. Fu prima a Wat Samorai, un tempio poco conosciuto a nord della citta’, in seguito fu invitato da re Rama II a risiedere a Wat Bowonniwet, nell’ultimo periodo della vita del re. Rimase nel monacato per 27 anni.
Durante questo periodo studio’ meditazione e si dedico’ allo studio del pali per poter leggere le sacre scritture nel linguaggio originale. L’approfondimento di queste e l’incontro col capo dei monaci della setta Mon lo convinse della validita’ della stretta disciplina buddhista di questo gruppo. Dopo un periodo di studio e riflessione riordino’ un gruppo di monaci che si erano formato attorno a lui. Questi da allora si attennero di piu’ alle rigide prescrizioni rituali e portarono l’abito che era color marrone con entrambe le spalle coperte piuttosto che una sola. Riformo’ le pratiche, i rituali e le preghiere e formo’ un ordine chiamato Dhammayutika o Dharmayutki, contrapposti ai monaci con l’abito color zafferano, i Mahanikai, i due gruppi hanno sempre lavorato fianco a fianco. Le buone realazioni che, da monaco, Rama IV ebbe con Ang-Dong, quando questi viveva a Bangkok come prete prima di diventare re di Cambogia permisero in seguito a questa setta di espandersi anche in questo paese.
Mongukt in questo periodo coltivo’ rapporti di amicizia con con missionari francesi e americani divenne molto amico col vescovo cattolico Jean-Baptiste Pallegoix che gli insegno’ il latino e ne ricevette in cambio il pali. Studio’ anche l’inglese che imparo’ da due altri amici missionari americani, Bradley e Conwell. Capi’ perfettamente l’importanza che avrebbe avuto in futuro la lingua inglese e quando divenne re invito’ a corte il Dr. Beach Braddley e una donna Anna Leonowens perche’ lo insegnassero alle persone di corte e ai suoi figli. La Leonowens nel 1870 scrisse il libro “The English Governes at the Siam Court” di cui fu ricavato prima un musical poi un film interpretato da Yul Brinner e intitolato “Il re ed io”. Tutti gli storici thai e no si sono trovati unanimente d’accordo che nella pellicola c’era ben poco di vero e il film fu bandito dalla Thailandia per lungo tempo.
Studio’ scienze occidentali, geografia, storia, matematica e particolarmente astronomia. Il periodo della vita monastica anche se lungo non fu inutile. Gli studi e le letture, i viaggi a piedi attraverso il paese, che lo obligarono a vivere di cio’ che la gente gli offriva lo misero in contatto con la popolazione, lo prepararono per governare.
Il primo atto di re Rama IV dopo essere salito al trono fu ricompensare le persone che avevano reso possibile l’ascensione.
All’inizio del suo regno i territori rimasero intatti e non ci furono dispute da parte di potenze occidentali ma a sud gli inglesi cominciarono a reclamare diritti su Kedah, Kelantan e Trengganu mentre a est i francesi si stavano avvicinando alle coste della Concincina e alla fine gli presero i diritti sulla Cambogia. Fu in mezzo a queste potenze straniere che la sua principale preoccupazione dovette essere: “Cosa sara’ della Thailandia?”. Re Mongkut era un uomo informato, riceveva regolarmente libri di storia e giornali da Singapore. Sapeva cos’era stati come Inghilterra, Francia, Prussia e Stati Uniti e li incoraggio’ tutti a commerciare con la Thailandia, non uno solo in nessun caso. In molti, cosicche’ se uno di loro avesse provato a controllarlo con la forza ci sarebbero stati altri paesi abbastanza forti da intervenire e ristabilire l’equilibrio dei poteri. Mongkut fu cosi’ capace di conservare l’indipendenza del suo paese accettando tutti gli stranieri, capendo che non poteva respingerli. Tutta la politica del suo regno fu di soddisfare i desideri dei poteri forti e guadagnare la loro amicizia piuttosto che venire a una guerra e perdere tutto. Ebbe la saggezza di capire che la Thailandia avrebbe potuto evitare la colonizzazione occidentale solo con una politica di modernizzazione e compromesso.
Tale politica inizio’ molto presto, doveva infatti risolvere il problema lasciato aperto dalla morte di Re Rama III con gli inglesi. Scrisse sia alle autorita’ inglesi di Singapore sia a Sir John Bowring, governatore di Hong Kong implorando di avere pazienza. Mongkut fu il primo sovrano thai a leggere e scrivere in inglese quindi capiva personalmente quello che faceva. Gli inglesi furono ben chiari in questa corrispondenza se il trattato non fosse andato in porto erano pronti ad usare la forza per proteggere i propri affari. Fu nei primi mesi del 1855 che la missione diplomatia arrivo’ a Bangkok, aveva a capo, designato dal Ministero degli Esteri Inglese, Sir John Bowring. Nel corso di due settimane fu firmato un trattato che portava il suo nome e che rispettava la maggior parte delle condizioni volute dagli inglesi.
Furono ridotte le tasse sulle importazioni e esportazioni, ai cittadini inglesi fu permesso risedere e possedere terre in Thailandia, inoltre goderono di un diritto di extraterritorialita’, erano sotto la protezione di un’autorita’ inglese residente nella nazione. Le tasse sui loro affari e sulle loro terre furono poste a un livello molto basso. I monopoli commerciali givernativi furono aboliti eccetto nel caso dell’oppio. Trattati simili furono segnati con gli Stati Uniti che seguirono gli inglesi, con una missione guidata da Townsend Herry, nel 1856. Nello stesso anno arrivo’ una missione inviata dalla Francia per ordine di Napoleone III, guidata da M. de Montigny, Danimarca e Portogallo nel 1858, l’Olanda nel 1860, la Germania nel 1862, la Svezia Norvegia, il Belgio e l’Italia nel 1868. Questi trattati ovviamente erano iniqui ma il governo thailandese riusci’ a rigettarli solo nel regno di Rama VII (R. 1925-1935).
Alcuni principi e nobili persero molto dato che il loro benessere dipendeva principalmente dai monopoli e da una miriade di tasse che il trattato aveva abolito. Furono tuttavia trovate nuove fonti e queste furono principalmente le attivita’ che il trattato aveva lasciato fuori come l’oppio, il gioco d’azzardo, gli alcolici e le lotterie.
La conseguenza di questi trattati nel tempo fu che i traffici commerciali raddoppiarono, dal 1850 al 1860 circa, ma il sistema di raccogliere entrate non cambio’. L’amministrazione era legata al nepotismo,decisioni governative si prendevano in casa di alti ufficiali, dai grandi dipartimenti di stato in Bangkok ai piu’ lontani uffici della provincie famiglie e oligarchie erano piu’ che altro preoccupate di passare il loro potere e le loro prerogative da una generazione all’altra, preoccupandosi di salvagurdare queste contro gli stranieri.
Nonostante le aperture alle scienze occidentali, ai commerci con le potenze straniere, alla modernizzazione ben poche riforme furono intraprese in questo regno rispetto a quelle che sarebbero state necessarie, cioe’ quelle nell’amministrazione, nei codici legali, nelle strutture sociali ed economiche. Molto probabilmente non si poteva attaccare qualsiasi abitudine definita dal rapporto, cosi’ tipico e permeante della societa’ thailandese, patrono-cliente. Il re non poteva buttare improvvisamente all’aria un insieme di rapporti su cui si basava la societa’ thailandese. Cio’ avrebbe naturalmente portato a forti scontri con le piu’ importanti famiglie (patrono) e non sarebbe stato capito dal popolo (cliente).
Molto probabilmente Mongkut penso’ di avere tempo e da uomo saggio sapeva che doveva agire lentamente. Apri’ il paese a un vitale flusso di commercio estero e le menti a nuove idee, avvio’ la publicazione di una gazzetta governativa, e volle che le leggi del regno fossero stampate in modo che tutti potessero conoscerle, emise la prima moneta intesa in senso moderno per andare incontro alle richieste di espansione del commercio del paese, fece alcuni esperimenti con l’elezione dei giudici ma dovette abbandonarli subito, cerco’ di rompere con alcune tradizioni come quella che impediva ai comuni mortali di guardare in faccia il re, si servi’ di vari consiglieri stranieri, riaffermo’ la liberta’ di religione e incoraggio’ i missionari cristiani nei loro lavori di educazione e nella pratica della medicina occidentale. Furono piccoli passi che aprirono la strada alla Thailandia moderna.
Durante il suo regno fu costruita la prima vera strada Thanon Kharoen Krung o New Rd., una strada si 6 km che corre dal Grand Palace a verso sudest, lungo il fiume. Costrui’ anche alcuni canali. Si dedico’ a migliorare e abbellire sia Wat Phra Kaeo che il Grand Palace nel primo costrui’ il campanile, i due padiglioni chiamati Hor Rajkoramanusorn e Hor Rajphongsanusorn, il Prasat Phra Thep Bidon, che piu’ tardi divenne il Pantheon Reale, lo stupa d’oro, il modello di Angkor Wat, all’interno del Grand Palace il padiglione Amphorn Phimok. Inizio’ la costruzione di Wat Ratchapradit nel 1864, rinnovo’ il vecchio stupa di Phra Pathom Chedi, a Nakhon Pathom, e ne costrui’ sopra uno nuovo.
La fine arrivo’ abbastanza presto. Come detto, il re era un provetto astronomo e predisse un eclisse di sole che sarebbe avvenuto il 18 agosto 1868 e il miglio posto di osservazione sarebbe stato un piccolo e remoto villaggio nella provincia di Phrachuap Khiri Khan sulla costa est del Golfo di Thailandia. Rama IV invito’ parecchi dignitari fra cui il governatore di Singapore. La Francia mando’ un gruppo di scienziati. L’eclissi avvenne come il re aveva previsto. Tutti gli scienziati ammisero che era un gran matematico e un eccellente astronomo. Ma il padiglione reale da utilizzare per l’osservazione fu costruito su un terreno infestato da zanzare . Appena ritornato a Bangkok il re si ammalo’ di malaria, mori’ il 1 ottobre 1868, all’eta’ di 63 anni. Le sue ceneri riposano alla base della principale statua di Buddha che si trova nell’ubosoth di Wat Ratchapradit, il Wat che identifica il suo regno.

Approfondimenti su Rama IV:
Re Rama IV in italiano:
Da Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rama_IV_Mongkut

Re Rama IV in inglese.
Da wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Mongkut

Da Tripod:
http://members.tripod.com/~tudtu/rama4.html

Da Royalty.nu
http://www.royalty.nu/Asia/Thailand/Mongkut.html

Da Everything2:
http://www.everything2.com/index.pl?node=Rama%20IV

Da thaistudents.
http://thaistudents.com/kingandi/mongkut.html

Da Mahidol University:
http://www.mahidol.ac.th/thailand/king-4.html

Da simply-thai:
http://www.simply-thai.com/Thailand_History_Rama_III_RamaIV_Bangkok_20.htm

Re Rama III.

Re Rama III o re Jessabodindra (31 Marzo 1788 – 02 Aprile 1851).
Re Rama III nacque il 31 marzo 1788, durante il regno di Rama I, figlio piu’ anziano del futuro Rama II e di una concubina di nome Chao Chom Manda Riam, piu’ tardi chiamata Krom Somdej Phra Srisulalai. Alla nascita gli fu dato il nome di Tub che vuol dire “Vita”. Non si sposo’ mai ma da varie concubine ebbe 51 fra figli e figlie. Regno’ dal 21 luglio 1824 al 2 Aprile 1851, data della sua morte.Assurse al trono all’eta’ di 37 anni e regno’ per 27. Quando fu eletto re prese il nome di re Jessabodindra. Il nome Phra Nangklao gli fu dato postumo da Rama IV. Nello stesso modo in cui fu lui a chiamare i suoi successori Buddha Yodfa Chulaloke e Buddha Loetla Nabhalai.Da giovane servi’ in campagne militari condotte dal nonno contro i birmani, insieme al padre.Lavoro’ per il Dipartimento della Famiglia Reale, il Dipartimento del Tesoro, per gli Affari Esteri e la Corte Suprema. Si rivelo’ inoltre abile negli affari e riusci’ a far entrare nel regno molta valuta pregiata straniera.Una settimana dopo che il padre era salito al trono ci fu una rivolta organizzata dall’ultimo figlio di re Taksin e il principe Tub guido’ contro questi la guardia reale. Il figlio di Taksin fu catturato e in seguito giustiziato per il suo comportamento, il principe Tub divenne Krommhean Jessadabodindra.Sulla sua successione ci sono sempre state discussioni. Ci si e’ chiesto spesso perche’ fu proprio lui a succedere a re Rama II, il principe Mongkut avrebbe dovuto avere maggior titolo per ascendere al trono. Era figlio di una regina di sangue reale, la figlia della sorella di Rama I, il principe Chetsadabodin di una concubina. Per centinaia di anni il popolo thailandese ha sempre considerato di rango piu’ alto i principi nati da una regina. Il fatto che e’ che Rama II non elesse un successore e per legge tutti i figli del re potevano aspirare al trono.in queste condizioni era il Consiglio di Accesso che doveva riunirsi alla morte del re e pronunciarsi su chi doveva essere il futuro monarca. Il re capi’ probabilmente che il Consiglio di Accesso avrebbe scelto Chetsadabodin e volle salvare con lo scudo dell’abito sacro l’altro figlio. La scelta di Chetsadabodin sembrava infatti molto piu’ appropriata; primo questi si era gia’ rivelato un abile amministratore in tutti gli incarichi detti sopra, inoltre aveva l’appoggio di una delle piu’ importanti famiglie nobili, i Bunnag.Il re non fece mai niente per assicurare la successione a uno dei suoi figli, in un primo tempo nomino’ vicere’ uno zio quando questi mori’ non si preoccupo’ di nominare un altro uparat ma chiamo’ il fratello Monguk a vivere piu’ vicino a palazzo e gli permise di portar fuori dal Palazzo di Fronte cio’ che poteva servire per arredare la sua residenza di abate, come ad indicare che il nuovo re secondo lui doveva essere lui. Una designazione tacita.Rama III lascio’ al suo successore un impero che era piu’ potente ed esteso di quanto mai era stato in qualsiasi momento precedente.Il tempio che identifica il regno di Rama III e’ Wat Ratcha-orot. Le sue ceneri riposano alla base dell’immagine principale di Buddha che si trova nell’ubosoth di questo tempio.

Approfondimenti su internet:
Re Rama III in italiano:
Da Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rama_III

Re Rama III in inglese:
Da Tripoid:
http://members.tripod.com/~tudtu/rama3.html

Da Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Jessadabodindra

Hotel club Thailand:
http://www.hotel-club-thailand.com/chakri/rama_iii.htm

Simply Thai:
http://www.simply-thai.com/Thailand_History_Rama_III_Bangkok_19.htm

Sunsite,. Assumption University – Bangkok.
http://sunsite.au.ac.th/thailand/chakri/rama3.html

Mahidol University:
http://www.mahidol.ac.th/thailand/king-3.html

Welcome to Chiang Mai e Chiang Rai:
http://www.chiangmai-chiangrai.com/ayutthaya19.html

I re della dinastia Chakri, da Soravij.
http://www.soravij.com/kings.html

Rama II.

Rama II o Re Phutthaloetla Nabhalai o Re Buddha Loetla Nabhalai (1767 – 1824).
Rama II nasce il 24 febbraio 1767 a Amphawa, nella provincia di Samut Songkhram, figlio di re Rama I e della regina Amarindra. Alla nascita gli viene dato il nome di Chim. Sale al trono il 7 settembre 1809 e regna fino al 21 luglio 1824, data della sua morte, all’eta’ di 57 anni. Sposa la regina Srisuriyendra, con lei e con le altre concubine ebbe 73 fra figli e figlie.
All’eta’ di 14 anni vide il padre ascendere al trono. Gli fu subito conferito il titolo di Sondetch Chao Fa, fu poi designato Maha Uparaja o vicere nel 1806. Fra l’altro fu l’unico Maha Uparaja della dinastia Chakri ad ascendere al trono. Divenne re a 42 anni.
Il suo regno fu piu’ che altro un regno di transizione fra quello del padre e quello di Rama III. Non ci furono importanti crisi o guerre . I confini a ovest rimasero calmi, i birmani non attaccatoro mai in questo periodo. Ci fu una missione di guerra nella penisola nel 1810 e qualche disputa per la Cambogia con il Vietnam.
A causa di questo e’ piu’ conosciuto per il suo interesse per le arti. Si dice spesso che inizio’ nel suo regno e si estese in quello successivo l’Eta’ d’Oro della letteratura e della arti thailandesi, periodo molto simile a quello che si era avuto nel regno di re Narai di Ayutthaya.
Fu scrittore, artista, scultore, specie del legno, e musicista. Fu lui che fece rivivere in tutto il paese lo sport degli aquiloni.
Segui’ l’idea del padre di fare di Bangkok lo specchio di Ayutthaya, specie per quanto riguarda la cultura e l’arte. Se a Rama I si deve la fondazione della capitale fu il figlio che sopratutto diede alla citta’ una forte connessione col passato.
Fervente buddhista intraprese la costruzione e la riparazione di numerosi templi. Il piu’ celebre da lui costruito fu Wat Arun. Wat Arun e’ piu’ comunemente conosciuto come Wat Jaeng o Temple of Down. Il wat era chiamato Wat Makok ai tempi di Ayutthaya. Quando Taksin fece di Thonburi la sua capitale decise di costruire il suo palazzo sulla riva ovest del Chao Phraya. Wat Makok che si trovava all’interno dell’area del palazzo reale fu dichiarato cappella reale, un tempio dove non vivono monaci, fu rinominato Wat Jaeng.
In realta’ quando Chao Phraya Chakri torno’ dalla campagna contro Vientiane porto’ con se non solo il Buddha di Smeraldo ma anche il Phra Bang, un’altra importate immagine di Buddha, che fu in seguito restituita al Laos. Entrambe furono ospitate un primo tempo in Wat Jaeng. Quando Bangkok divenne la nuova capitale Wat Jaeng non servi’ piu’ come tempio reale e cosi’ Rama I permise di nuovo ai monaci di risiedervi. Wat Jaeng fu completamente rinnovato nel regno di Rama II che ricostrui’ il bot, il vihan e il sala kan parian e rinomino’ il wat Wat Arun Ratchavararam. Questo e’ il tempio che identifica il suo regno e le sue ceneri riposano alla base della principale statua di Buddha nell’ubosoth, statua fu da lui modellata quando era in vita.
Come re e pio buddhista fece rivivere la festivita’ del Visakha Bucha, il giorno santo che ricorda la nascita, l’illuminazione e la morte del Buddha.. Continuo’ il lavoro, iniziato dal padre di revisione e traduzione in thailandese delle Tripitaka. Mando’ una missione di monaci a Sri Lanka perche’ studiassero buddhismo in quel paese e riportassero in patria quanto imparato.
Abile scultore del legno sue opere si possono vedere a Wat Rakham Kositharam, in Thonburi, e al piu’ famoso Wat Suthat, le immense porte. Si dice che dopo aver completato l’opera butto’ via gli scapelli perche’ il lavoro non fosse replicato. Fece anche molte sculture per maschere facciali prendendo a modello i caratteri del Ramakien, queste si trovano oggi esposte al museo Nazionale.
Diede maggior sviluppo all’arte di costruire vasi bencharong aggiungendo diversi colori.
Fu un brillante poeta e scrisse diversi lavori letterari, fra cui una versione del Ramakian per il balletto khon.
Utilizzo’ il suo genio anche in campo musicale. Fu abile strumentista, specie di strumenti a corda, invento’ nuovi strumenti e diede prove anche nella composizione, scrisse fra l’altro “Bulan Loi Fah”, che per molto tempo fu l’inno reale.
Il re si dedico’ alla cultura e all’arte non solo per naturale inclinazione ma anche per restaurare la cultura di Ayutthaya che era stata distrutta dalle invasioni birmane.
Riguardo alla politica e al governo inizio’ lui il costume di designare principi anziani come supervisori dei differenti dipartimenti di stato, in tutti questi casi i principi funzionavano come consiglieri dei ministri.
Il regno di Rama II vide anche la ripresa delle relazioni con l’Occidente che era state interrotte dal tempo di re Narai di Ayutthaya.
Nel 1718 un portoghese, Carlos Manoel Silveira, arrivo’ da Macao e compi’ la sua missione di trovare strutture per costruire navi e riaprire i commerci con Bangkok. In seguito Silveira divenne il console portoghese nella capitale. Nel 1822 il marchese di Hastings, governatore dell’India, mando’ in Bangkok un’ambasceria comandata da John Crawford. Le istruzioni che questi aveva ricevute erano di ottenere agevolazioni per i mercanti inglesi ma le trattative con le autorita’ thailandesi si interruppero bruscamente, Crawford lascio’ Bangkok avendo ottenuto unicamente il riconoscimento di Penang come possesso inglese e nessuna concessione per i suoi mercanti. Ah, dimenticavo, Penang era stata conquistata dagli inglesi 40 anni prima.
Il 6 giugno 1824 il re raduno’ la sua corte e disse di aver fatto un sogno in cui uno dei tre elefanti bianchi reali era morto. Interpreto’ il sogno dicendo che l’ordinazione a monaco del principe Mongkut doveva essere fatta immediatamente. Una settimana dopo il re si ammalo’ gravemente e mori’ il 21 luglio. Nella riunione che si tenne fra apparteneti alla famiglia reale, alti ufficiali e importanti personalita’ del buddhismo fu deciso di invitare il principe Chetsabodin a salire al trono.
Per onorare questo re ogni anno in febbraio si tiene una festa al King Rama II Memorial Park in Amphoe Amphawa, Samut Songkhram. La festa celebra la vita e il lavoro del re poeta. Il parco fu costruito per onorare la sua memoria, in esso si trovano tipiche case thailandesi e un giardino botanico che raccoglie tutti i tipi di piante che sono menzionati nella letteratura thailandese.

Approfondimenti su Internet:
Re Rama II in Italiano.
Da Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rama_II

Re Rama II in inglese.
Da Simply Thai:
http://www.simply-thai.com/Thailand_History_Rama_1_and_Rama_II_Overview_Bangkok_17.htm

Da Welcome to Chiang Mai e Chiang Rai, ma come sopra:
http://www.chiangmai-chiangrai.com/ayutthaya17.html

Dalla Mahidol University:
http://www.mahidol.ac.th/thailand/king-2.html

Da Tripoid
http://members.tripod.com/~tudtu/rama2.html

Da Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Buddha_Loetla_Nabhalai

Rama I.

Rama I o Re Ramathibodi (20 marzo 1737 - 7 settembre 1809).
a) Chao Phraya Chakri.
Rama I nacque il 20 marzo 1737 in Ayutthaya e gli fu dato il nome di Thong Duang, ebbe come moglie principale la regina Amaraindra e da lei e da diverse altre concubine, come era costume dell’epoca, ebbe in tutto 42 figli e figlie. Regno’ da 6 Aprile 1782 al 7 settembre 1809, data della sua morte, all’eta’ di 72 anni.
Suo padre, Phra Aksorn Sundara Smiantra, era un nobile di origine Mon, ufficiale di medio livello del ministro delle provincie del nord. Sua madre era cinese . La loro famiglia aveva parentele e connessioni con gli appartenti ai tre principali gruppi di famiglie nobili del regno di Ayutthaya: i Bunnag persiani, una famiglia discendente da indiani brahmini e recenti immigrati cinesi.
Ricevette la sua educazione, come era consuetudine del suo tempo, in un wat buddhista, Poi il padre lo mando’ al servizio di re Uthumphorn (R. 1758) e fu qui che divenne amico del futuro re Taksin.
Al momento della caduta di Ayutthaya, nel 1767, serviva come rappresentante della corona in Ratburi, dove la famiglia della moglie era potente.
Quando Thaksin riuni’ le sei parti in cui si era diviso il regno thailandese dopo il sacco birmano della capitale, Chao Phraya Chakri era uno dei suoi piu’ famosi generali, insieme con Phraya Pichai.
In seguito partecipo’ a molte campagne. Per molti anni Chiang Mai e il nord erano stati sotto il dominio dei Birmani e la zona era usata come base principale per far partire operazioni contro Ayutthaya prima, poi contro Thonburi. Quando, nel 1774, armate del nord furono mandate dai birmani contro Thonburi queste si schierano con l’esercito thai. Parti’ da qui una campagna di liberazione della loro zona. Le piu’ importanti battaglie di questa campagna furono guidate da Chao Phraya Chakri e da suo fratello minore Chao Phraya Surasi.
Subito dopo la campagna a nord i due fratelli intrapresero un’ambiziosa campagna a est. Chao Phraya Chakri si diresse con 20,000 uomini verso Vientiane, il fratello con altre truppe verso la Cambogia. Chakri catturo’ Vientiane e oltre a un bottino di oggetti preziosi riporto’ a Thonburi il famoso Buddha di Smeraldo, che divenne poi il palladio della nazione. Come usanza di un’epoca in cui la popolazione era scarsa, molte famiglie laotiane furono fatte migrare e portate a popolare la zona di Saraburi.
Nel 1771 fu il rifiuto del re di Cambogia di riconoscere una persona normale come Taksin re di Thailandia. Taksin mando’ immediatamente due armate per cercare di togliere la sovranita’ al re. la prima armata condotta da Chao Phraya Chakri entro’ in Cambogia da ovest, la seconda armata guidata da Phya Tak raggiunse la Cambogia via mare, da sud. Il piano riusci’ ed entrambe si incontrarono a Phom Penh. Il re cambogiano fu deposto e sul trono fu messo un nuovo sovrano considerato piu’ favorevole al re thailandese.
Nel 1782 la Cambogia era di nuovo in rivolta. E re Taksin mando’ Chakri e suo fratello a sedare la sommossa.
Partono da qui gli eventi che portarono sul trono il primo regnante e fondatore della dinastia Chakri. Sono eventi abbastanza interessanti, vediamoli.
Alla caduta di Ayutthaya le persone avevano nascosto i loro tesori seppellendoli e ora, con l’interno dei confini in pace, molti pensarono che potevano andare a dissepperli. Il problema era che la vecchia Ayutthaya era una citta’ completamente distrutta, una citta’ che era stata messa a ferro e fuoco. Gli edifici erano completamente in rovina e non esistevano strade. Quello che non avevano fatto i birmani per sconvolgere il paesaggio lo aveva fatto la natura. Nacquero cosi’ molte dispute fra persone che avanzano diritti di proprieta’ sullo stesso terreno, diritto di proprieta’ voleva dire in un primo tempo diritto di scavare. Il governo dovette intervenire per sedare molte liti e fu presa la decisione che tutti i tesori erano di proprieta’ dello stato. Chiunque voleva scavare doveva chiedere un permesso e dividere ogni cosa che avesse trovato col governo.
Il governatore di Ayutthaya, eletto da re Taksin, si approfitto’ di questa situazione e comincio’ ad opprimere la popolazione. Questo comportamento genero’ una rivolta, il palazzo del governatore fu assaltato, le sue proprieta’ bruciate e la moglie e i figli uccisi. Lui riusci’ a scappare e a raggiungere Thonburi, dove riferi’ l’incidente a re Taksin. Il re fu anche informato che uno dei capi dei ribelli era fratello di Phya Sank che serviva nelle armate di Thonburi e ritenne che questa fosse la persona piu’ appropriata per sedare la rivolta. Piu’ di cosi’ non poteva sbagliare, Phya Sank si affeziono’ alla causa dei ribelli e si uni’ a loro come capo. Insieme marciarono contro Thonburi. Trovarono poca resistenza, circondarono il palazzo reale, le truppe combatterono l’intera notte. Al mattino il re mando’ una delegazione a chiedere ai ribelli di arrendersi. Phya Sank rispose di consigliare a re Taksin di entrare nel monacato e di restarvi fino al ritorno di Chao Phraya Chakri. Cosi’ avvenne e Phya Sank si dichiaro’ reggente. Fu soprafatto dal piacere del suo potere. Mentre in un primo tempo aveva pensato di invitare Chakri a ascendere al trono riconsidero’ il tutto e volle rimanere con quanto aveva in mano. Complotto’ con un principe cambogiano per liberarsi di Chakri e lo forni’ di mezzi illimitati per sconfiggere quello che era diventato un suo nemico. Le armate assoldate dal principe furono sconfitte e lui catturato. Chao Phraya Chakri tornando a Thonburi non incontro’ resistenza, neppure quando fu a palazzo. Tutti i nobili andarono a salutarlo. Phya Sak, molto probabilmente il principe aveva parlato, fu condannato a morte. Dopo questo Chao Phraya Chakri fu eletto re. Era il 6 Aprile 1782 e si inaugurava l’attuale dinastia.
b) Rama I o Re Ramathibodi.
Chao Phraya Chakri sali’ al trono col nome di Ramathibodi. Riguardo agli altri nomi che spesso si possono leggere sono tutti stati conferiti in epoche successive. Cosi’ non seppe mai di chiamarsi Rama I, dato che questo titolo fu conferito ai primi due re thai postumo da Rama III, lo stesso per Phra Phutthayodfa Chulaloke. Inoltre il governo thailandese in occasione del bicentenario di Bangkok gli diede il titolo di Maharaj, che significa il Grande, cosi’ il suo nome puo’ trovarsi anche scritto Phra Buddha Yodfa Maharaj.E’ abitudine rifersi a lui come Rama I.
E’ conosciuto sopratutto per aver spostato la capitale da Thonburi a Bangkok. L’idea fu ispirata da diverse ragioni, prima di tutto il fatto che il nuovo sito era piu’ facilmente difendibile e che un’espansione del palazzo reale di Thonburi sarebbe stata impedita dato che questo era racchiuso fra due templi, Wat Arun e Wat Tai Talad. Inoltre il palazzo della precedente capitale si trovava su una riva del Chao Phraya che era soggetta ad erosione e poteva un giorno crollare.
C’e’ da dire che alcune fonti creano confusione sul nome dato da Rama I alla sua capitale, da qualche parte si trova persino scritto che fu questo re che le diede il nome piu’ lungo del mondo, in realta’ il re chiamo’ la citta’ Bowarn.
Uno dei piu’ importanti scopi della sua vita fu rendere la nuova citta’ uno specchio di Ayutthaya in modo da dare alle persone un senso di continuita’.
Fu lui a volere il Grand Palace e Wat Phra Kaeo chiamato anche Wat Si Ratana Susdaram, la cappella reale che ospita il Buddha di Smeraldo, il palladio della nazione.
Il Grand Palace fu residenza di re e di regine, principi e principesse dal 1783 al 1925.
Per dare spazio all’espansione della citta’ butto’ giu’ la fortezza Vichayen e le mura est di Thonburi. Scavo’ nuovi canali uno di questi in un punto dove il meandro del fiume e’ piu’ stretto, creo’ cosi’ un’isola artificiale. L’isola fu chiamata Rattanakosin che significa “Dimora del Buddha di Smeraldo”.
Era una citta’ nella citta, separata da questa da mura. Era il cuore della stessa e della nazione. Qui batteva la vita politica e culturale della capitale. Dedico’ questa zona agli affari di stato e alla religione e ordino’ che I cinesi che prima l’abitavano si trasferissero a sudest, in cio’ che e’ oggi il distretto di Sampeng, dove si trova Chinatown.
Cerco’ di far rivivere il concetto di governante divino, tipico del periodo di Ayutthaya, a tal fine ordino’ la costruzione di Wat Suthat e del vicino tempio brahmino.
Nel 1793 intraprese il restauro completo di Wat Potaram e, seguendo il costume thai di dare un nuovo nome a un wat restaurato, lo chiamo’ Wat Phra Chetuphon Vimalmongalawat, piu’ comunemente conosciuto da noi occidentali come Wat Pho.
Ognuno dei primi cinque regni e’ identificabile da un tempio, Wat Chetuphon identifica il regno di Rama I. Le ceneri del re riposano alla base della principale statua di Buddha nell’ubosoth di questo wat.
Fra i canali da lui fatti scavare il Rob Krung, il Maha Nakorn e il Mahanak.
In questo periodo non c’erano strade e tutta la vita della citta’ si svolgeva attorno al fiume e a una rete di canali (klong), uniche vie di comunicazione. A causa di questa caratteristica Bangkok e’ spesso chiamata ancora oggi “Venezia dell’Asia”.
La costruzione di Bangkok a specchio di Ayutthaya non fu soltanto un fatto simbolico, migliaia di mattoni furono presi dalle rovine dell’antica capitale per costruire la nuova.
Ovviamente per rivaleggiare con la corte di Ayutthaya anche la corte di Bangkok doveva essere internazionale, lo fu’ come dimostrano i dipinti di quel periodo, vi si vedono persone che indossano costumi e abiti differenti e sfoggiano acconciature diverse. In essa si parlavano diverse lingue e si professavano altre religioni oltre al Buddhismo.
La stessa internazionalita’ si ritrova in letteratura. A parte l’originale adattamento del Ramayana, il Ramakian, da parte di Rama I e dei suoi cortigiani furono tradotti molti classici della letteratura come il cinese “Romanzo dei Tre Regni”, il Dalong e l’I-Nao da Giava, il ciclo di favole Duodecagon dalla Persia, il Rachathirat da Pegu, l’Unarut che fa parte del Mahabharata indiano e il Mahavamsa, cronache buddhiste, da Sri Lanka.
Re Rama I utilizzo’ lo stesso sistema amministrativo del periodo di Ayutthaya, ma formo’ un particolare gruppo di consiglieri combinando personale civile e militare. Queste persone erano scelte fra quelle che il re riteneva migliori.
Dovette affrontare anche molti altri importanti problemi. La religione e il monacato erano in crisi. Pochi mesi dopo l’ascensione al trono il re emano’ una serie di leggi ecclesiastiche tese a restaurare la disciplina nel monacato. Questa opera di restauro culmino’ nel 1788 quando convoco’ un concilio buddhista per rivedere le Tripitaka, le sacre scritture di questa religione, che all’epoca contenevano molti errori e non erano ancora state completamente tradotte dal pali in thailandese. Designo’ il primo Supremo Patriarca.
Rivide le leggi civili, nel 1805 designo’ una commissione di giudici e studiosi per riscrivere l’intero corpo della legge thailandese. Fu quasi obligato a farlo, dei dieci libri di legge appartenenti al periodo di Ayutthaya ne era rimasto solo uno. Dal lavoro della commissione usci’ un nuovo corpo di leggi civili e militare che prese il nome di “Legge dei Tre Sigilli”.
La prima prova di forza dovette sostenerla molto presto, nel 1785. I birmani invasero di nuovo il regno thai. La guerra comunque servi’ a rafforzare il paese all’interno. Combatte’ molte altre guerre e protesse il suo paese dalle forze straniere. Ne usci’ sempre vincitore. Con le guerre estese anche il territorio thailandese dandogli confini piu’ ampi di quelli che aveva in precedenza.
Bangkok intanto cresceva e si espandeva grazie ai commerci con la Cina, riso contro beni di lusso, stoviglie, rame e argento.
La corte non fu priva di intrighi e congiure. Nel 1803 i nobili e gli ufficiali del Palazzo di Fronte ordirono una congiura per togliere il trono a Rama I, ma furono scoperti e decapitati. Il re fu cosi’ capace di conservare il trono e passarlo a suo figlio, il principe Itsarasunthon, alla sua morte.
Approfondimenti su internet:
Re Rama I in italiano
Da Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rama_I

Re Rama I in inglese.
Da wikipedia.
http://en.wikipedia.org/wiki/Rama_I

La storia della costruzione del Grand Palace e di Chinatown.
http://www.cpamedia.com/articles/20060622_04/

Da Welcome to Chiangmai e Chaing Rai:
http://www.chiangmai-chiangrai.com/chakri_day.html

Sunthorn Phu.

Sunthorn Phu (1786-1855).
Sunthorn Phu e’ il piu famoso e fra i piu’ grandi poeti della letteratura thailandese.
Un suo monumento si trova a Klaeng, nella provincia di Rayong, Fu costruito durante il governo di Plaek Piboonsongkram (aprile 1948 – settembre 1957). Vicino alla statua di Sunthorn Phu vi sono quelle di Naang Phime Samut o la Farfalla Volante (la donna gigante nel sunto presentato a parte del Phra Aphaimani) del tritone di tre altre figure del famoso poema.
Nel 1986 bicentenario, della sua nascita, in Thailandia si tennero grandi manifestazioni e fu emesso un francobollo commemorativo. Nello stesso anno, Sunthorn Phu, fu onorato dall’UNESCO: fu inserito nella lista dei piu’ grandi scrittori mondiali.
(Fuori testo: da ricordare che ci sano altri due poeti thai che hanno avuto questo onore: Sathearn Koset Phraya Anumarnrajjathon e Somdej Krom Pha Paramanuchitinoroj).
Sunthorn Phu nacque il 26 giugno 1786, in Bangkok, piu’ precisamente in Thonburi, vicino alla stazione ferroviaria di Bangkok Noi. Erano i primi anni del periodo Rattanakosin (Bangkok), e il regno era quello di Rama I. Per inquadrare il periodo storico basti pensare che diciannove anni prima c’era stata la distruzioni di Ayutthaya da parte dei birmani, che Bangkok era stata proclamata nuova capitale soltanto da quattro anni e che la prima parte del Grand Palace e di Wat Phra Kaeo era stata completata solo da un anno.
Non si sa con certezza quale sia il luogo di origine della madre, il piu’ probabile sembrerebbe Petchaburi, cio’ per il fatto che Sunthorn Phu scrisse una nirat dedicata a questa citta’, altre prove: niente! Forse troppo poco per un’affermazione del genere. Era figlia di un nipote di Rama I chiamato Wang Long. Suo padre era nativo di Muang Klaeng, una citta’ nella provincia di Rayong ed era un militare agli ordini di Wang Long.
Quando Sunthorn Phu ebbe due anni i genitori divorziarono. Suo padre torno’ al paese natale e si fece monaco, sua madre era ostetrica al Palazzo sul Retro, come era chiamato il palazzo del vicere’. Sunthorn Phu rimase con la madre, quindi a palazzo, la madre in seguito si risposo’.
Compi’ i suoi studi come molti giovani nobili del suo tempo in un wat, nel caso specifico Wat Cheepakhao, oggi conosciuto come Wat Susdaram. In seguito lascio’ la scuola e servi’ a palazzo come paggio, mostro’ tuttavia molto presto che quello non doveva essere il suo lavoro. Giovanissimo scrisse un lungo poema che lascio’ incompiuto, basato sulla storia di Kobutra, dove si vedono chiaramente i semi del futuro genio. Nella storia compare inoltre per la prima volta una delle caratteristiche che restera’ sempre presente in tutta la sua opera il perdono per il nemico.
Durante questo periodo si innamoro’ di una dama di palazzo che per quel tempo aveva idee ribelli. Il suo nome era Chan e fu la musa ispiratrice di diversi lavori successivi del poeta. Era contrario all’etica del periodo innamorarsi di una dama di palazzo cosi’ sia lui che lei furono imprigionati. Fu rilasciato nel 1806. Lascio’ Bangkok con due discepoli e si reco’ a visitare il padre che non vedeva da quando era bambino. Per strada scrisse la sua prima nirat “Nirat Muang Klaeng” in cui descrive il viaggio e dedica molte tenere strofe poetiche a Chan.
Sunthorn Phu pote’ restare col padre solo due mesi. Appena arrivato si ammalo’ gravemente, aveva un’alta febbre. Dovette tornare a Bangkok per curarsi. Li si riprese in breve tempo. A malattia terminata si sposo’ con Chan ed ebbe un figlio che chiamo’ Pat.
Il matrimonio duro’ poco tempo. Lui era un forte bevitore, inoltre, nonostante l’amore per Chan che si puo’ riscontrare nei suoi versi, aveva diverse mogli minori. Tuttavia a differenza della pratica aristocratica del momento che era portata alla poligamia egli viveva con una sola donna per volta e non ha mai rimproverato nessuna di loro per il fatto che non voleva vivere insieme con le altre. Nella sua principale opera gli stessi due fratelli, Phra Aphaimani e Srisuwan, hanno un comportamento completamente diverso rispetto al matrimonio, ma questo verra’ esaminato da altra parte. Basti qui dire che quanto detto potrebbe spingerci al punto di asserire che il poeta precorreva i tempi, aveva idee moderne, nel senso di attuali. La sola donna malvagia che il poeta abbia dipinto nelle sue storie e’ Mora nel Chanthakorop (vedi il sunto in “Miti e storie thailandesi”).
Alcool e donne causavano comunque notevoli problemi e frequenti liti fra i due. Alla fine lei lo lascio’ per un altro uomo. Il nome della donna rimase, comunque, nella storia della letteratura thailandese attraverso i suoi versi.
La vita di Sunthorn Phu non fu sempre facile. Cio’ fu dovuto principalmente al fatto cher non riusciva a rinunciare all’alcool, tuttavia il suo genio era evidente. Si fece un nome a corte come poeta dagli eccezionali meriti.
All’eta’ di 21 anni accompagno’ uno dei giovani principi al santuario di Phra Buddha Bat e scrisse la bellissima “Nirat Phra Bat” in cui descrive le sue esperienze di viaggio e racconta i problemi che c’erano stati fra lui e la moglie.
Sia in “Nirat Muang Klaeng” che in “Nirat Phra Bat” introduce altri due dei suoi maggiori temi: l’impermanenza delle cose e l’inconsistenza degli uomini e delle donne. Su questi punti ritornera’ piu’ volte anche cambiando punti di vista.
Nel 1809 re Rama I muore e re Rama II succede al trono. Il nuovo re era a sua volta un poeta di genio e vide in Sunthorn Phu un’abilita’ eccezionale. Appena ascese al trono diede al giovane poeta una posizione a corte. Ogni volta che scriveva il suo Ramakien consultava il poeta che sempre aveva una risposta pronta. Alla fine lo elevo’ a Khun Sunthorn Voharn, gli diede una casa a Ta Chang, vicino al Grand Palace, Rama II lo volle vicino per averlo a disposizione nei momenti in cui scriveva.
Il re aveva due regine, due mogli maggiori che si potrebbero paragonare alle eroine della sua storia epica l’Inao, Butsatsa e Chintara. Si crede che queste fosse la maggior fonte del suo dispiacere. Si pensa che fu Sunthorn Phu a consigliare al re di scrivere il “Kraithong” per dare sfogo al suo dilemma.
E’ questo un periodo felice per Sunthorn Phu nel 1816 scrive Laksanawong, piu’ tardi il Singhakraiphop.
Ma il desiderio della bottiglia era forte. Un giorno mentre era ubriaco ebbe una discussione con la madre, intervenne uno zio e in una collutazione Sunthorn Phu feri’ lo zio gravemente. Il fatto fu riportato al re che ne fu profondamente dispiaciuto ed ordino’ che quell’uomo senza regole fosse posto in prigione.
La prigione fu una benedizione! Qui concepi’ l’idea di scrivere un lungo romanzo sulle avventure di due fratelli in un mondo pieno di fascino magico, di incantesi, di strane creature. Una storia moderna per il primo periodo di Rattanakosin. L’immaginazione di Sunthorn Phu volo’ lontano, si spinse ai confini del regno della fantasia. I personaggi del suo romanzo possedevano differenti abilita’ come suonare uno strumento musicale, richiamare la pioggia e il vento, costruire dall’erba una nave, la magia nera, cavalcare un drago, ecc… I ruoli dei caratteri femminili erano al di fuori di ogni regola: le donne fino ad allora relegate a un ruolo secondario assumevano dei ruoli principali: Suwanmali e Laweng guidavano gli eserciti alla battaglia, Vali giocava un importante ruolo nel pianificare la guerra. Tutto questo era senza precedenti nella letteratura thailandese: era nato il Phra Aphaimani!
Rimase in prigione breve tempo. Il re gli concesse il pieno perdono e lo volle di nuovo al suo servizio. Come letterato era troppo utile a re Rama II. Di nuovo Suthorn Phu divenne il favorito, l’istruttore dei figli del re, il consigliere letterario., torno’ a far parte come personaggio principale di quel circolo di letterati che faceva capo a Rama II.
Sia quando il re compose il suo Ramakian sia nella scrittura del “Khun Chang e Khun Phaen” lo volle sempre vicino, anzi’ al poeta e’ attribuito il merito di aver scritto il primo capitolo di quest’ultima opera.
Un giorno il principe Jesdabodin, il futuro Rama III, voleva presentare l’ultima parte del Sangthon al padre e consulto’ Suthorn Phu chiedendogli consigli. Una cosa e’ certa se si comportava in questo modo voleva dire che teneva il poeta in grande considerazione, se non fosse stato cosi’ non avrebbe richiesto i suoi consigli. Privatamente Suthorn approvo’ il lavoro del principe e gli disse che tutto andava bene. Quando si trovarono di fronte al trono cambio’ idea e lo disse apertamente, rimangiandosi il suo giudizio privato. Il punto in questione riguarda quella parte del Sangthong in cui re Samol o Samuth decide di far sposare le sette figlie.
Il principe aveva scritto:
“Il re desidera che si portasse a compimento il desiderio delle figlie”
al che il poeta: “Cosa desideravano le figlie?”
Il principe fu obligato a cambiare la frase in:
“Il re desidero’ di sposare la figlie”.
Rama II, il re, considero’ corretta la domanda e il giovane principe molto probabilmente la prese come un’offesa personale e se la lego’ al dito. Oggi a noi italiani puo’ sembrare una stupida questione ma pensando all’etichetta dei palazzi reali di allora possiamo facilmente cambiare idea.
La vita di Suthorn Phu sotto il regno di Rama II si svolse tranquilla e quasi senza storia se si eccettua quella letteraria. Si dedicava a dare consigli al re, come abbiamo visto. Per conto propio si dedico’ alla stesura di Lankanawong e di Singhakraiphob, all’inizio del Phra Aphaimani (1821, unico momento in cui gli succede qualcosa, la prigione), del primo capitolo del “Khun Chang e Khun Phaen” ovvero la nascita di Plai Ngarm.
Nel 1824, quando re Rama II muore, il principe Jesdabodin ascende al trono come Rama III. Suthorn Phu si vede privato del titolo e della posizione, deve quindi farsi scudo dell’abito color zafferano e diventa monaco.
E’ questo il periodo piu’ oscuro della vita del Poeta ma e’ anche quello piu’ pieno di eventi sia dal lato umano che letterario, e’ in questo periodo che il poeta scrive le sue piu’ grandi nirat e prosegue il suo capolavoro il Phra Aphaimani.
Rimane monaco per 18 anni dal 1824 agli inizi degli anni ’40 dello stesso secolo, praticamente quasi tutto il regno di Re Rama III (R. 1824 – 1848).
Questo periodo e’ cosi’ buio che ne esistono almeno due versioni differenti.
Che Sunthorn Phu fu bandito da corte non ci piove, ma c’e’ bando e bando.
La prima versione si rifa’ all’opera biografica del principe Damrong Rajanubhad, publicata nel 1922 . Quest’opera ha per lungo tempo influenzato la critica successiva. Secondo il principe Suthurn Phu era una persona normale che non aveva ricevuto una sufficiente educazione e i suoi versi erano da mercato, infatti Suthorn in questo periodo li vendeva. Il poeta aveva poi due vizi: il bere e le donne. Come se cio’ non bastasse era presuntuoso e arrogante e questo gli causo’ il problema con Rama III.
Questa tesi e’ come un pugnale e doppia lama: non ne escono intatti nessuno dei due, ne Suthorn Phu ne’ il re.
Sempre secondo la versione sostenuta dal principe Damong il poeta e’ abbandonato dalle persone di corte e dopo alcuni anni passati a Wat Rajabura comincia a viaggiare e vive in miseria.
E’ solo dopo otto anni che il principe Lankananukhun, un giovane figlio di re Rama III prende contatto con lui e diventa il suo protettore. E’ il periodo in cui Suthorn scrive altri canti del Phra Aphaimani e altri poemi. Nel 1935 il suo patrono muore e Suthorn si ritrova solo. Questo e’ veramente il periodo piu’ triste e infelice della sua vita. Il poeta comincia a vagabondare di luogo in luogo, conduce un’esistenza miserevole con una sola barca come casa e vivendo alla meglio vendendo oggetti e i suoi poemi ogniqualvolta poteva per sopravvivere.
Alcuni critici successivi come Chant Khumvilai e il principe Chand Chirayu Rajani, sostengono una tesi diametralmente opposta per questi Suthorn Phu e’ un grandissimo poeta, paragonabile tranquillamente a Dante o a uno Shakespeare. La loro tesi su questo momento della vita del poeta e’ che ci sono sempre state persone della famiglia reale intorno al poeta. Nei primi anni come monaco e’ la regina Khunthon, moglie di re Rama II che gli affida i due figli piu’ giovani e il poeta scrive per loro una serie di massime chiamate Phleng Yao Thawai Owat quando torna da un viaggio ad Ayutthaya nel 1927.Attorno al 1934 trova un nuovo patrono il principe Lankkhananukhun, che era figlio di re Rama III. Questo gli permettere di prendere di nuovo fra le mani il Phra Aphaimani.
Fra le altre cose e’ in questi anni che Suthorn Phu si dedica all’alchimia, alla magia e alla medicina allo scopo di aumentare la longevita’. Continuare il Phra Aphaimani, dedicarsi alle sue ricerche richiedeva soldi, dove li trovava se nessuno lo proteggeva?
Inoltre anche la principessa Vali era molto interessata al suo principale poema. Questa principessa era la figlia favorita di Rama III. Il re costrui’ per lei Wat Thepthida-ram o il “Tempio dell’Angelica Figlia”. Il tempio fu completato nel 1938 e il poeta fu invitato a risiedervi. Qui ebbe la possibilita’ di completare il Phra Aphaimani e di scrivere il Singhakraiphop per la principessa. Inoltre si chiedono questi critici come pote’ fare un viaggio a Suphan Buri col figlio nel 1841 se in questo periodo non disponeva di mezzi? Un viaggio simile allora era costoso da dove erano usciti quei soldi? Ancora come potevano tutte queste persone, vicino al re comportarsi in questo modo se il bando era stato totale? Infine e’ possibile che un fervente buddhista come re Rama III, avesse scordato una delle massime delle sua religione che e’ il perdono?
Dal 1842 le due tesi tornano ad essere uguali. Suthorn Phu entra al servizio del principe Isaresrangsan, altro figlio di re Rama II.
L’opera letteraria di Suthorn Phu va comunque avanti anche sotto questo regno a parte la serie di massime scritte per i figli della regina Kunthon scrive Nirat Muang Phet, basata su molti viaggi in quel luogo, questa insieme a Nirat Phukhao Thong, e’ considerata fra i suoi migliori lavori in questo genere. Nel 1834, come detto, fa un viaggio ad Ayutthaya e scrive Nirat Wat Chao Fa. Intorno al 1839, quando risiede a Wat Thepthida-ram scrive altri capitoli del Phra Aphaimani e il Sanghakraiphop, oltre a Ramphan Philap “Lamentazioni”.E’ del 1841 Nirat Muang Suphan scritta in occasione del viaggio col figlio a Suphan Buri e nel 1842 in occasione del viaggio al grande stupa di Nakhon Pathom scrive Nirat Phra Pathom. Alcuni critici pensano che tutte le piu’ grandi nirat siano state scritte quando era ancora monaco. Questa e’ certo una delle piu’ grandi fu pensata in un viaggio compiuto come monaco ma fu scitta dopo che il poeta fu uscito dall’ordine, come uomo.
Il principe Isaresrangsan era il fratello piu’ giovane e il preferito del principe Mongkut e quando questi ascese al trono come Re Rama IV nel 1851 fu elevato al rango di Sua Maesta’ Phra Pin Klao e investito di poteri reali. Il principe conferi’ a Suthorn il titolo che gia’ aveva detenuto in precedenza Phra Suthorn Voharn, posizione che il poeta tenne fino alla morte.
E’ in questo periodo che il poeta scrive Swasdi Raksa o “La salvaguardia del benessere”., segui’ una serie di lavori senza ispirazione dato che aveva avuto ordine da re Rama IV di trascrivere le “Cronache Reali” in versi. Torno’ comunque a far salire la sua ispirazione quando si dedico’ a scrivere favole per i bambini di palazzo e canzoni per la danza. Questi lavori non furono scritti per il Palazzo Grande ma per il Palazzo di Fronte o sul Retro, che era la reggia di Phra Pin Klao.
Suthorn Phu spese l’ultima parte della sua vita tranquillamente, insegnando ai giovani della famiglia reale. Era una vita sedentaria che non poteva produrre grandi lavori. Il tempo dei viaggi era finito e cosi’ anche quello delle nirat. Mori’ nel 1855, in data sconosciuta.
Gli scrittori e i poeti successivi mancarono della fantasia del maestro. Si dedicarono per la maggior parte alla rielaborazione di storie jataka. L’elemento fantastico che caratterizzava le sue opere fu perso fino a che novelle nello stile occidentale non cominciarono a essere importate circa un secolo dopo di lui.
Magari Suthorn non era un poeta dallo stile corretto o ornato come scrivono alcuni, sara’ anche vero che non essendo una persona istruita confinava le sue strofe in una forma semplice, molto probabilmente, come dicono altri, aveva un linguaggio poco colto. Cio’ che piu’ conta e’ che quelle strofe sapevano e sanno parlare al cuore delle persone. Forse per questo che il suo lavoro in questa nazione non e’ mai stato e probabilmnte in questa nazione non sara’ mai superato. Col suo cocktail di fantasia, pathos, umore Suthor continua a regnare insieme ad altri grandi di tutto il mondo sulla letteratura.

Suthorn Phu – Bibliografia.
Nirat: Nirat Muang Klaeng, Nirat Phra Bat, Nirat Phukhao Thong, Nirat Wat Chao Fa, Nirat Inao, Nirat Suphan, Nirat Phra Pathom, Nirat Muang Phet.
Storie: Khobutra, Phra Aphaimani, Phra Chaisurya, Laksnawong, Singhatraiphop.
Insegnamenti: Sawatdi Raksa, Pleng Yao Thawai Owat, Supasit Son Ying.
Glon Bot Lakorn: Aphainurai.
Sebha: Khun Chang Khun Phaen (il capitolo I – La nascita di Plai Ngarm), Cronache Reali.
Favole: Chab Raban, Phra Aphaimani, Kaki, Khobutra.
Approfondimenti su Internet.
Links Sunthorn Phu in italiano.
Purtroppo non ci sono o non sono stato in grado di trovare siti in italiano che contengono informazioni su questo poeta tali da meritare una mensiozione. Se qualcuno li conosce e' pregato di segnalarli. Grazie.
Links Sunthorn Phu in inglese.
"Suthorn Phu: il poeta dei Quattro Regni" di Montri Umavijani.
http://members.tripod.com/sakchaip/bookworm/sunthorn/sunthornphu3.html

Dalla scuola thailandese piu' famosa sul web, la Sriwittayapaknam School, tutto ma proprio tutto sulla Thailandia, in questo caso la vita di Suthorn Phu.
http://www.thaistudents.com/literature/sunthornphu.html

Dallo studente thailandese piu' famoso sul web: Panrit "Gor" Daoruang.
http://www.thailandlife.com/sunthorn.html

Da Wikipedia l'enciclopedia libera.
http://en.wikipedia.org/wiki/Sunthorn_Phu